DOMENICA 24 NOVEMBRE 2024




Il fatto

Castellammare, avevano provato a liberarsi del bottino gettando i datteri in mare: incastrati pescatori

La refurtiva, gettata sui fondale del Banco di Santa Croce, recuperata da un sub

di Redazione
Castellammare, avevano provato a liberarsi del bottino gettando i datteri in mare: incastrati pescatori

Aveva provato a uscire dai guai, gettando i datteri a mare. Il piano è fallito. Ennesimo colpo inferto ai pescatori di frodo che operano lungo le coste della Penisola Sorrentina da parte della Capitaneria di porto di Castellammare. Dopo una attenta attività investigativa e di monitoraggio e controllo posta in essere dagli uomini alle dipendenze del Capitano di Fregata Ivan Savarese, veniva disposto l’immediato intervento della Motovedetta della Guardia Costiera che intercettava all’altezza del Banco di Santa Croce tra Castellammare e Vico l’imbarcazione e procedeva al fermo degli occupanti, che venivano condotti presso la sede della Capitaneria di porto stabiese. Particolare curioso dell’intervento è stato che i pescatori di frodo, ritenendosi furbi, avevano rigettato in mare il prezioso bottino, costituito da circa 30 chili di datteri di mare, che venivano successivamente ritrovati sul fondale da un sub inviato sul posto dalla sala operativa della Capitaneria di porto di Castellammare. La brillante operazione effettuata ha permesso il sequestro, non solo dei molluschi, ma anche di attrezzature subacquee, pinze e attrezzi per la pesca illegale del frutto di mare, nonché dell’imbarcazione usata per l’illecita attività. I pescatori, già noti alle forze dell’ordine, sono stati deferiti alla locale Autorità Giudiziaria per una serie di reati tra cui spicca la ricettazione ed il danneggiamento ambientale. “L’operazione di oggi, che rientra in una più ampia attività di indagine che la Guardia Costiera sta portando avanti, a tutela della salute pubblica, ha ancora una volta dimostrato il danno ambientale che si procura alla flora ed alla fauna marina nell’attività di estrazione illegale del dattero di mare, in quanto si tratta di un mollusco bivalve che cresce all’interno della roccia, motivo per cui per pescarli è necessario distruggere e devastare interi tratti di costa” sono state le dichiarazioni del Comandante Savarese.


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28-02-2019 17:38:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA